Lo scultore che ha inventato il Toro simbolo di Wall Street:

«Ho voluto fare un regalo all’ America», spiega lo scultore. In una parola, l’ opera è stata collocata abusivamente, un una notte di quindici anni fa. è il 16 dicembre del 1989 e lo scultore siciliano arriva verso l’ una nella piazza della Borsa di New York, alla guida di un camion attrezzato con gru. Nel cassone c’ è il grande toro di metallo, è lungo cinque metri e pesa più di tre tonnellate. Costo della scultura: 350 mila dollari, pagati dall’ artista siciliano. Con l’ aiuto di un gruppo di persone – una trentina tra parenti e amici – in una manciata di minuti, la scultura viene collocata di fronte a Wall Street. Un blitz che riesce a eludere i controlli della ronda della polizia, che passa ogni decina di minuti. «Ogni otto minuti, per l’ esattezza – dice lo scultore – ma io mi ero ben organizzato e le notti precedenti ero andato a cronometrare i passaggi della polizia, per sapere esattamente di quanto tempo potevo disporre. I calcoli erano giusti, e la scultura è stata collocata con grande facilità». Immaginate le facce degli operatori di Borsa la mattina seguente: quest’ anno, anziché l’ albero, il sindaco di New York ha deciso di regalarci un’ opera d’ arte, pensavano i maghi della finanza. «Ma quando mai – ribattevano dal municipio – noi non ne sappiamo niente, anzi la scultura è abusiva e va rimossa». Interviene il New York Police Departement, e la società che gestisce la Borsa americana, la New York Stock Exchange, noleggia un camion per rimuovere l’ opera: ma a furor di popolo la scultura non viene portata via, solamente spostata a pochi isolati di distanza, a Bowling Green, dove è tuttora. Racconta Di Modica: «A Wall Street l’ hanno considerata un portafortuna: dopo il crollo del 1987, due anni dopo, l’ arrivo della mia scultura coincise con un periodo decisamente positivo per la Borsa: da 2 mila punti a 11 mila. La considerano un po’ la mascotte».